Research and Innovation in Rehabilitation, Sport, Fitness
Tra scienza e fantascienza - Come sopravvivere tra arroganza ed ignoranza
Carmelo Bosco, Nuova Atletica, 154, 1999
Ho letto su Nuova Atletica n.150 l'articolo di Gian Carlo Pellis dal titolo "Considerazioni sul sistema Ergo-Jump® quale metodo di indagine scientifico-sportiva".
Dato che tale articolo mi riguarda personalmente, sono stato costretto controvoglia a scrivere, poiché per me é solo una perdita di tempo.
Senza dubbio l'autore sconosce le più elementari regole di comunicazione scientifica che prevedono la correttezza dell'informazione ed un rigorosa documentazione.
L'autore esprime giudizi ed affermazioni gratuite, oltretutto basate e sorrette secondo lui da sperimentazioni scientifiche. Purtroppo come risultato ne scaturisce un aberrante articolo che dimostra la mancanza completa del metodo di ricerca che ha adottato.
Infatti l'articolo proposto da Pellis avrebbe la pretesa di aver verificato la riproducibilità e la validità del metodo scientifico introdotto dal sottoscritto nel periodo 1980-1983.
II sig. Pellis fin dall'inizio del suo articolo mostra una assoluta mancanza di conoscenza scientifica, infatti confonde un metodo scientifico (test di Bosco, 1983) con uno strumento, che fra l'altro descrive in modo scorretto come Ergo-Jump® invece di Ergo-Jump® - Bosco System (nome protetto da marchio).
Il sig. Pellis forse non sa che lo scrivente ha introdotto un metodo scientifico che viene definito dalla letteratura Internazionale come Test di Bosco (1983): vedi per esempio Gallozzi e coll., 1992; Cianciabella, 1996; Kirkendall & Street, 1986; White & Johnson, 1991; Morgesten e coll., 1992; Avela e coll., 1995, ecc...
A parte questi rilievi di natura etica e deontologica, che fra l'altro non tutti possiedono, si nota una distorsione della verità scientifica, che se risultasse artatamente manomessa potrebbe condurre a conseguenze giuridiche molto gravi.
Il signor Pellis scrive che l'architettura dell' Ergo-Jump® prevede che gli interruttori a barre siano posti ad una distanza di 10-l2cm.
Quanto affermato e comunicato dal sig. Pellis é falso. Infatti nel Brevetto (No. 1221088) non é indicata nessuna distanza fra le barre.
Se invece il sig. Pellis si riferisce all'Ergo-Jump® - Bosco System, commercializzato dalla Società Stampa Sportiva (Roma) e MAGICA (Roma), e quindi quello che si trova in commercio autorizzato e protetto dal brevetto posseduto da Carmelo Bosco, le barre a conduttanza (o capacitive) sono poste a distanza di 3.5 cm e non 10-l2cm. Infatti la pubblicità dello strumento in questione parla di "tappeto a sensibilità doppia" e non quello a cui si riferisce il sig. Pellis, utilizzato per aprire e chiudere le porte che sono di 10-12 cm.
La responsabilità più grave dell'articolo di Pellis emerge dalla descrizione che questi fa del tappetino. Infatti il sig. Pellis descrivendo la struttura del tappetino afferma che nel tappetino in commercio le barre sono poste in parallelo ogni 10-l2cm. Da quanto affermato dal sig. Pellis si evince che non é capace di distinguere, e quindi descrivere, una struttura in serie da una in parallelo. Infatti nei tappeti commercializzati con il nome Ergo-Jump(r) - Bosco System le barre che sono poste parallele tra di loro alla distanza di 3.5cm circa si trovano in serie, rispetto al soggetto che deve eseguire il test (Fig. 1a,b,c). Perciò é impossibile che avvenga quanto descritto dal sig. Pellis. Invece, se le barre venissero poste in parallelo, rispetto al soggetto da testare, e ad una distanza di 12cm, allora si che potrebbe avvenire quanto é successo nei test descritti da Pellis nell'articolo in questione (Fig. 2).
Fig. 1a
Fig. 1a: Foto riportata dal libro di Bosco "La valutazione della forza con il test di Bosco", 199a pag. 118, In cui si nota il soggetto (W. Gunther ) in posizione di 1/2 squat, con i piedi posti di traverso rispetto alle barre, che pertanto si trovano in serie rispetto all'atleta.
Fig. 1b
Fig. 1b: Foto riportata dal libro di Bosco "La valutazione della forza con il test di Bosco", 1992, pag. 118, in cui si nota il soggetto in posizione di volo. Le barre del tappetino si trovano in posizione traversa rispetto all'atleta come raffigurato come in fig. 1c.
Fig. 1c
Fig. 1c: Rappresentazione schematica del tappetino commercializzato con il nome Ergo-jump® - Bosco System. Le barre, che sono poste parallele tra di loro alla distanza di 3.5 cm circa, si trovano in serie rispetto al soggetto che deve eseguire il test. Una dimostrazione pratica viene fornita dalla Fig. 1a. In questo caso l'errore descritto da Pellis e impossibile che avvenga.
Fig. 2
Fig. 2 Rappresentazione schematica del tappetino utilizzato negli esperimenti di Pellis. In questo caso come deacritto dallo stesso autore le barre sono poste in parallelo tra di loro e con il soggetto. In questo caso l'errore descritto da Pellis e facile che avvenga .
Il sig. Pellis scrive: "Determinato l' origine dell' inconveniente si é risolto facendo ruotare di 90° il soggetto sul tappetino" (Figg. 2 e 1C). Senza dubbio quanto affermato da Pellis offende l'intelligenza del lettore e manifesta una palese incapacità di condurre esperimenti scientifici. Infatti il sig. Pellis non é stato capace di capire che non bisognava porre il soggetto da valutare in parallelo con le barre dei tappetino (Fig. 2), ma queste dovevano essere poste in serie, come si trovano nei tappeti commercializzati con il nome Ergo-Jump® - Bosco System. La maldestra operosità dei sig. Pellis non certamente si può attribuire allo scrivente. Nel libro di Bosco "La valutazione della forza con il test di Bosco" (1992) a pag.118 (Figg. 1a,b,c) si notano le barre, poste in serie.
Ancora più grave risulta l'affermazione che ruotare di 90° soggetto e quindi sistemarlo come suggerito dallo scrivente e mostrato nelle Figg. 1a,b,c, comportava dei problemi nella meccanica del salto. Infatti secondo il Pellis, se il piede al momento dello stacco non tocca la barra il cronometro inizia il conteggio e quindi il tempo di volo risulta essere maggiore di quello reale. Questo si può osservare nella Fig. 3b. Se invece il soggetto esegue il salto quando la punta del piede si trova a contatto con la barra, il tempo di volo registrato dal cronometro risulta esatto (Fig. 3a). Quanto affermato dal Pellis é esatto e condiviso pienamente dallo scrivente. Solamente che se le barre fossero poste alla distanza di 10-l2cm 1'errore sarebbe alto, mentre con barre poste a 3.5cm, che sono quelle che si trovano nei tappeti commercializzati con il nome Ergo-Jump® Bosco System, l'errore strumentale e bassissimo.
Figg. 3a - 3b
Fig. 3a - Schema relativo alla posizione dell'avampiede prima dello stacco che coincide con la barra (Pellis, 1998)
Fig. 3b - Schema relativo alla posizione dell'avampiede prima dello stacco che non coincide con la barra (Pellis, 1998).
Una delle prerogative essenziali per chi desidera effettuare ricerche scientifiche e quella di calcolare e quindi conoscere gli errori strumentali che possono accadere durante l'esecuzione di una valutazione sperimentale. Chi non conosce la teoria degli errori e nello stesso tempo sconosce la fisica ed i principi matematici elementari dovrebbe esimersi da esprimere giudizi e pubblicare relazioni che pretendono di essere scientifiche ed invece risultano facilmente ridicolizzati ed aberranti.
A questo punto si rende necessario descrivere come si può calcolare l'errore massimo che si può verificare durante il salto eseguito nei tappeti commercializzati con il nome Ergo-Jump(r) - Bosco System. L'errore massimo si riscontra quando le dita del piede al momento dello stacco si trovano in prossimità di una barra senza toccarla, come mostrato nella Fig. 3b. Quindi in questo caso il cronometro viene attivato ancora prima che le dita del piede si stacchino dal tappeto. Dato che la distanza tra le barre e di 3.scm, la struttura anatomica più distante dalla punta dei piedi che non si trova in contatto con la barra non può avere una distanza orizzontale superiore a 3.scm. Pertanto la distanza verticale percorsa da questa struttura anatomica, considerando che l'angolo piede tappeto, al massimo, sia aggiri attorno ai 45°, può essere facilmente calcolata con una equazione elementare di trigonometria. Infatti, se il soggetto saltasse per esempio 30.0cm (h), questa distanza (d) risulterebbe di 3.5 cm . Dato che per misurare l'altezza del salto viene usato il tempo di volo che viene registrato con il cronometro, l'errore di cronometraggio e quindi il tempo soprastimato (dt) si può calcolare come segue:
dt = d/h
dove
d = 3.5 cm.
Vv (velocita verticale allo stacco) questa si calcola con la seguente formula:
\/v = Radq 2gH
dove
H = h + la distanza tra il tallone ed il tappeto al momento dello stacco (generalmente varia tra 10 e 13 cm, vedi anche appendice).
In questo caso:
dt = d/h = 3.5/2.8 = 0.0125 s
pertanto la Vv reale allo stacco invece di essere 2.8m/s risulterebbe di 2.86m/s con un errore massimo del 4.2%.
Nel caso in cui il soggetto saltasse non 30 bensi' 60cm l'errore sarebbe del 2.3%.
Alla luce di queste considerazioni l'errore massimo dello strumento Ergo-Jump(r) - Bosco System varia tra il z.3 e il 4.~%; errori strumentali simili sono stati riscontrati da Komi e Bosco (1978), confrontando l'altezza misurata con il tempo di volo e l'analisi cinematografica.
Come si può notare l'errore dello strumento Ergo-Jump® - Bosco System e al di sotto del 5%, il limite accettato dalla comunita scientifica internazionale. Pertanto l'errore massimo dello strumento in questione rappresenta una entità talmente bassa che non può assolutamente inficiare la componente biologica che si desidera testare. Inoltre per ottenere errori di queste entità dovrebbero coincidere diversi fattori quali: stacco e atterraggio in posti completamente opposti, posizione limite delle dita alla distanza di 3.5 cm, ecc.
Alla luce di queste considerazioni gli errori scientifici riscontrati dal sig. Pellis sono completamente privi di significato scientifico, infatti sono da attribuire alla sua incapacità operativa ritenendo utile utilizzare barre alla distanza di 10-l2 cm. Logicamente questi errori operativi commessi dal Pellis conducono a risultati poco riproducibili, come quelli presentati nel n. 150 della rivista. Infatti mettendo le barre ad una distanza di 10-l2 cm gli errori strumentali aumentano fino al 25%. Se invece vengono posti ogni 20 cm e meglio studiare sanscrito che cercare di scimmiottare chi studia seriamente.
A questo punto appare chiaro come il sig. Pellis nei sui pseudo esperimenti abbia usato una strumentazione che non corrisponde all'Ergo-Jumpo(r) - Bosco System. Quindi e logico che abbia trovato gli errori riportati, ma questi si devono attribuire alla sua incapacità di costruire un sistema valido e non sicuramente a Ergo-Jump(r) - Bosco System che utilizza barre in serie poste ad una distanza di 3.5 cm.
In relazione all'attrezzatura proposta da Pellis ed Olivo 1985), denominata da loro "piattaforma" che utilizzava come interruttore una fascia della larghezza di 3cm che veniva posta sotto il piede (Fig. 4), questi signori hanno dimenticato che tale sistema fa parte integrante del brevetto posseduto da Carmelo Bosco fin dal 1980 (No. 1221088; Fig. 5).
Fig. 4
Fig. 4: Schema relativo alla posizione della fascetta posta nell'avampiede utilizzata per aprire e chiudere il circuito della piattaforma (Pellis, 1998).
Fig. 5
Fig. 5 - Schema relativo alla posizione della fascetta posta nell'avampiede utilizzata per aprire a chiedere il circuito del tappeto a conduttanza o capacitivo, come descritto nel brevetto no. 1221088 posseduto da Bosco e pubblicato già nel 1980 (Bosco C: Sei un grande atleta? Vediamo cosa dice l'Ergojump. Pallavolo pp.34-35). Come si nota, confrontando le due figure non esiste nessuna differenza, pertanto quanto proposto d Pelli non e altro che un semplice plagio ed una maldestra appropriazione di una proprietà intellettuale, già protetta da brevetto.
Quindi, lo strumento presentato da loro (Fig. 4) non e altro che un miserabile plagio, che fra l'altro e perseguibile giuridicamente in forza delle leggi che proteggono i diritti intellettuali sui brevetti. Infatti i due autori erano a conoscenza dell'articolo in cui si descriveva il trovato del brevetto (Bosco, 1980) polche e stato citato dallo stesso Pellis nella bibliografia.
Vorrei denunziare l'affermazione del sig. Pellis, che mi attribuisce frasi ed affermazioni mai espresse relative a delle critiche che lo scrivente avrebbe fatto nei confronti del test di Bosco. Pertanto colgo l'occasione per ribadire che il metodo di Bosco (1983) e scientificamente valido ed utile, come fra l'altro dimostrato da diversi ricercatori (Gallozzi e coll., 1992; Cianciabella, 1996; Kirkendall & Street, 1986; White & Jolinson, 1991; Morgersten e coll., 1992; Avela e coll., 1995; ecc.).
Infine vorrei ricordare che il lavoro sulla validità del test di Bosco scritto da Pellis non ha nessun valore scientifico, per ammissione dell'autore stesso. Infatti non e stato rispettato uno dei cardini fondamentali su cui si base la ricerca scientifica che e quello dell'utilizzo della medesima strumentazione. Il sig. Pellis ha dichiarato di cercare di convalidare il test di Bosco con un tappeto le cui barre erano poste a 10-12 cm, mentre quelle proposte da Bosco e commercializzate in tutto il mondo sono poste ad una distanza di 3.5cm. Logicamente utilizzando tappeti con barre poste a 10-12 cm, gli errori strumentali sono molto elevati. Proprio per questo e stato consigliato di usare una sensibilità doppia, senza aspettare quanto suggerito dal Pellis.
Non riesco ancora a capire come il sig. Pellis abbia potuto pensare che l'Ergo-Jump(r) - Bosco System potesse essere costruito con un tappeto a conduttanza con barre poste in parallelo alla distanza di 10-l2 cm. In nessun articolo scritto mai da Bosco e nessun strumento commercializzato dai licenziatari del brevetto di Bosco si propone un tappeto con barre poste a 10-12 cm e per giunta in parallelo. Gli strumenti in commercio propongono una distanza fra le barre di 3.5cm, che sono poste in serie (Figg. 1a e 1b ) e non in parallelo come attribuito erroneamente dal Pellis.
Qualora le informazioni comunicate dal sig. Pellis risultassero artatamente manovrate, allora ci troveremmo di fronte ad un caso di diffamazione a mezzo stampa e quindi la sede giuridica sarebbe quella di competenza. Spero che il sig. Pellis abbia l'accortezza di non farmi perdere più tempo a rincorrere affermazioni gratuite di cose mai fatte, scritte e dette dallo scrivente.
Se il signor Pellis ha utilizzato per le sue ricerche il tappeto a pressione (conduttanza o capacitivo) utilizzato per aprire le porte che presentano barre a distanza di 10-l2 cm, sono affari che riguardano personalmente lui e non può millantare di essere state suggerite dallo scrivente.
Non occorre spendere tempo e denaro effettuando pseudo ricerche stupide ed inutili per capire che con una sensibilit3 piu elevata la riproducibilità del metodo migliora. A meno che si cerchi di propagandare un proprio strumento. Se fosse così la manipolazione di notizie per screditare gli altri ai fini commerciali viene definita come "concorrenza sleale" ed e perseguibile giuridicamente.
Per fortuna i lettori di questa rivista essendo esperti di scienze del movimento riescono a capire fra le righe il perché e stato scritto l'articolo da Pellis.
Vorrei ricordare che i tappeti costruiti in Finlandia (1980-1983 Digitest OY, Murame) ed in Germania (1983-1986, Junghans) possedevano un sistema incrociato che registrava la pressione dentro un mm2.
E' doveroso sottolineare che il coefficiente di correlazione tra misure realizzate con piattaforme di forza (Kistler) e Ergo-Jump(r) - Bosco System trovato da un ricercatore Finlandese (svela J. e coll., 1995) e presentato al Congresso Mondiale di Biomeccanica tenuto ad Jyvaskyla (Finlandia) nel 1995 era di r = .94. Lo stesso dicasi per il lavoro effettuato da Cianciabella (1986).
Non bisogna dimenticare che l'analisi comparativa del test di Bosco con tecnica video a tre dimensioni (3D) ha dimostrato la validità di tale test (Morgerstern R. et alii,1992).
Per finire vorrei ricordare che l'Ergo-Jump(r) - Bosco System viene utilizzato da più di 2350 Istituzioni (Università, Istituti di Ricerca, Federazioni sportive Europee ed Americane); fra l'altro vorrei menzionare i Chicago Bulls, Nashville Predators TN, USA.
BIBLIOGRAFIA
1) Amodio E, Gallozzi C., Faina M. (1992): SDS, Rivista di cultura sportiva 11(24):55 58.
2) Cianciabella J.E. (1996): Que es el ERGO JUMP Bosco system?. Lecturas Educacion fFsica y Deportes, Revista Digitai 1(3).
3) Gallozzi C., Amodio E, Colli R, Mirri G. (1992): Aspetti fisiologici del tennis maschile. Scuolainfonna, Roma. 26:3-32.
4) Kirkendall D.T., Street G.M. (1986): British journal of sports 20(4):163-164.
5) Locatelli E. (1987): Nuova Atletica 15(82):4-6.
6) Menchinelli c. et adii (1989):11 giocatore di rugby: un modello funzionale. SDS, Rivista di cultura sportiva 8(16):52-62.
7) White A.T., Johnson S.C. (1991): Physiological comparison of intemational national and regional alpine skiers. Int J Sports Med 12:374-378
APPENDICE
Il testo della presente appendice e tratto dall'articolo di Carmelo Bosco pubblicato nel 1980 sulla rivista "Pallavolo" (pagg.34-35) " Sei un grande atleta? vediamo cosa dice l'Ergojump".
L'Ergojump e uno strumento elettronico costituito da un orologio digitale (1) connesso con un filo (2) che ha due terminazioni, una terminazione e congiunta ad una piattaforma costituita da materiale buon conduttore di elettricità; per esempio piastra metallica, rete metallica etc.), mentre l'altra e costituita da una striscia di materiale, buon conduttore di elettricità, che verrà allacciata alla scarpa del soggetto che si vuole esaminare (la parte conduttrice di elettricità deve essere posta nella zona plantare in modo che sia in contatto con la superficie del terreno).
L'orologio digitale funziona nel modo seguente: si apre innanzi tutto l'apparecchio il circuito), la leva va spostata verso "on" particolare di (1). A questo punto l'apparecchio e pronto al funzionamento. Per cui si allaccia il filo (4) al piede del soggetto, il quale si deve portare sopra la piattaforma (3). Il contatto tra il piede del soggetto in cui e allacciata la striscia (4) e la piattaforma (3) fanno in modo che al momento in cui l'operatore preme il bottone "start" dell'apparecchio (1) il circuito rimane chiuso. Al momento in cui il soggetto effettua il salto e quindi i suoi piedi si staccano dalla piattaforma, il contatto formato dalla giunzione (3)-(4) viene interrotto e quindi l'orologio digitale incomincia a segnare il tempo appena il soggetto ritocca la piattaforma con il piede in cui e stata posta la striscia, il contatto (3)-(4) si ristabilisce, facendo chiudere il circuito del digitale, il quale a sua volta ha già misurato il tempo di volo che ha impiegato il soggetto per effettuare il salto. Se il soggetto vuole saltare nuovamente e libero di farlo, perché il digitale sommerà il tempo di volo del salto precedente a quello dei salto seguente e cosi via. Per esempio se si effettuano dieci salti, il digitale sommerà i tempi di volo dei dieci salti per cui sarà facilissimo calcolare il tempo di volo del salto medio (media dei salti).
Una volta che abbiamo registrato il tempo di volo si può ricavare lo spostamento verticale del centro di gravit3 (CG) del soggetto esaminato nel seguente modo:
h = (tempo di volo)2 x 1,226
in cui h = spostamento verticale dei CG o altezza saltata dal soggetto il tempo di volo e fornito dal digitale ed 1,226 e una costante ricavata dall'applicazione delle leggi di accelerazione dovuta alla gravità. Esempio pratico: se il tempo di volo segnato dal digitale e il seguente 0,522 applicando la formula si avrà:
h = (0,522)2 x 1,226 = 0,522 x 0,522 x 1,226 = 0,334 m
Quindi l'altezza raggiunta dal CG del soggetto e di cm 33,4. Se invece si vuole conoscere non l'altezza dello spostamento del CG del soggetto ma l'altezza che ha raggiunto il suo CG bisognerà aggiungere ad h una costante h'. Questa costante h' rappresenta la distanza che c'e tra il tallone del piede in cui e stata allacciata la striscia (AB) (4) mentre si trova a contatto con il terreno e l'altezza in cui si trova al momento che la punta del piede si stacca dal terreno (AC) vedi figura. Nel nostro caso per esempio la h' e uguale a cm 10 per cui la distanza totale saltata dal nostro soggetto sarà data da:
h +h'= 34,4 + 10 = 44,4
h' = 20 -10 = 10 cm (AC - AB)
Se invece si vuole conoscere qual e la media di dieci salti effettuati continuamente si opererà nel modo seguente: per esempio se il tempo totale segnato dal digitale durante la esecuzione dei 10 salti e di 4,95 sec. questo tempo totale si dividerà per il numero dei salti nel nostro caso dieci per cui il tempo dei salto medio sarà di 0,495 da questo basta applicare la formula e si otterrà l'altezza media saltata durante l'esecuzione dei 10 salti.
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